I nostri amici animali

I nostri amici a quattro zampe non solo congelano emozioni, ma possono assorbire e riflettere le nostre come se fossero le proprie.

Anche gli animali congelano emozioni

Cani, gatti, cavalli, pappagalli e chi più ne ha più ne metta. Non solo sentono, ma assorbono e riflettono le nostre emozioni. È stato dimostrato che gli animali che vivono accanto all’uomo sviluppano una gamma emotiva molto più ampia rispetto agli animali selvatici: in un certo senso ci “copiano”, per amore e per risonanza.
Proprio come noi, anche loro possono congelare emozioni: piccoli pesi invisibili che li rendono inquieti, ansiosi, difficili da addestrare o, al contrario, apatici e stanchi. Un cavallo che si rifiuta di collaborare, un pappagallo che urla senza motivo, un gatto che diventa improvvisamente aggressivo: dietro questi comportamenti non c’è “testardaggine”, ma spesso qualcosa di più profondo.

Il Codice Emotivo ci insegna che le emozioni sono dinamiche: passano attraverso i legami, le case, le famiglie. E gli animali, con la loro sensibilità innata, sono dei veri radar emotivi. Per questo possono vivere squilibri che non appartengono solo a loro, ma che rispecchiano ciò che accade al loro umano preferito.

È stato dimostrato che gli animali domestici, vivendo a stretto contatto con l’uomo, finiscono per sviluppare una gamma emotiva molto più ampia rispetto agli animali selvatici. In un certo senso imparano da noi emozioni che altrimenti non sperimenterebbero mai, e lo fanno per la forza invisibile della relazione che li lega ai loro compagni umani.

Immagina un animale che non riesce a lasciarsi addestrare. Il problema non è la scarsa intelligenza, a volte sono le emozioni intrappolate che bloccano il processo di apprendimento. Liberarle significa aprire una porta nuova, restituire leggerezza e nuova fiducia nel prossimo.

Lavorare con gli animali è un’esperienza profondamente toccante. In loro troviamo tanta genuinità e la più totale assenza di malizia. Non esistono barriere linguistiche con i nostri animali, contano solo le vibrazioni: intenzione, cuore e presenza. 


È importante ricordare che il Codice Emotivo non sostituisce le cure veterinarie o un buon addestramento. 


È un supporto in più, un modo per sciogliere quei nodi invisibili che a volte impediscono all’animale di provare vero benessere. Dopo una sessione, può capitare che diventi sonnolento, più calmo, oppure che mostri un comportamento diverso dal solito: sono segni che qualcosa si sta muovendo, che il processo è iniziato.

La cosa più sorprendente? Spesso, quando aiutiamo un animale, ci accorgiamo che il vero lavoro è anche dentro di noi. Perché il legame che ci unisce ai nostri compagni di vita a quattro zampe è così profondo che non si può guarire uno senza toccare anche l’altro.

Guardali con occhi nuovi

La prossima volta che incroci lo sguardo del tuo animale, fermati un attimo. Osserva ciò che non dice con le parole ma che comunica con il cuore. Forse scoprirai che dietro quel comportamento c’è un’emozione che aspetta solo di essere liberata.

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